Muravera, il mio paese

Arrivare a Muravera significa andare oltre l’idea di Sardegna legata solo al mare. Costa Rei, la sua località balneare più famosa è lì, poco distante, ma il paese racconta altro: un tempo più lento, scandito dalle stagioni e da gesti che si ripetono da generazioni.
Un paese che ha visto emergere donne forti come Francesca Sanna Sulis, stilista e benefattrice del XVIII secolo, nota come la “signora della seta”. Una figura illuminata, sostenitrice dell’emancipazione femminile, rivoluzionò la bachicoltura e la produzione serica in Sardegna, creando una “nuova via della seta” e offrì lavoro e formazione a molte donne. Ora il paese la ricorda dedicandole un museo e un murales nelle strade del centro storico.

Mara Battilana
18 Febbraio 2026

Poco distante un altro simbolo del paese ci riporta indietro nel tempo, La Domu de is Candelajus, la Casa dei Candelai. È una vecchia abitazione, quella di Zia Savina, che un tempo produceva candele artigianali.
Girando tra le stanze si incontrano antichi attrezzi, stampi per ex voto e spazi dedicati alla tessitura, alla filatura, al ricamo e alla tintura dei tessuti. È un percorso che racconta la creatività, la pazienza e il sapere delle donne di Muravera, in un’atmosfera semplice e autentica.
Tradizione e folklore trovano la loro massima espressione nella Sagra degli Agrumi, conosciuta come Sa Festa: una grande celebrazione primaverile che riempie il paese di colori, musica e costumi tradizionali. Le strade si animano con gruppi folk vestiti con abiti ricchi di tessuti preziosi e gioielli in filigrana, accompagnati dal suono delle launeddas, i caratteristici antichi strumenti a fiato realizzati con canne.
Qui gli agrumi non sono solo un simbolo. Muravera è conosciuta in tutta l’isola come la città degli agrumi, e camminando tra i giardini e le campagne lo si capisce subito. Aranci, limoni, mandarini e pompelmi crescono grazie al clima e alla presenza del Flumendosa, il fiume che da sempre rende fertile questa terra.
Durante la Sagra ci si ferma spesso: per assaggiare, per parlare, per osservare. Tra mercatini e piazze affollate, l’agricoltura locale diventa un racconto condiviso, fatto di profumi intensi e sapori semplici, dei dolci di mandorle arricchiti dalla scorza di agrumi, del profumo di mirto e quello del pane fresco cotto a legna…
Un filo che ritorna spesso è quello della tessitura. Nei costumi, negli allestimenti, negli oggetti esposti, si riconosce un sapere antico che non è scomparso. A Muravera si continua a lavorare al telaio, a realizzare scialli e tappeti con tecniche tramandate nel tempo e con antichi telai. Sono gesti lenti, precisi, sono lavorazioni che ancora oggi vengono portate avanti con passione dalle tessitrici artigiane, custodi di una storia fatta di intrecci di fili e motivi ricchi di significato che tengono insieme passato e presente.
Se avete partecipato ai miei cammini in Sardegna, o vi parteciperete, una visita a Muravera è d’obbligo.
Mara Battilana