Passi rivoluzionari
Ultimamente mi capita spesso di avvertire un malessere condiviso che va ricercato nel modo di vivere di una società che ci vuole sempre più performanti e competitivi, non solo al lavoro, ma anche nel nostro tempo libero. Questa frenesia, alcuni di noi se le portano anche in viaggio, che diventa allora un’agenda piena di esperienze da fare, luoghi da vedere, cibi da assaggiare, tutto pianificato nel dettaglio con l’intento di azzerare imprevisti e cambi di programma. Inoltre, tempistiche, dislivelli e chilometri percorsi devono essere sempre registrati in quanto determinanti nel definire la bravura del camminatore.
5 Febbraio 2026
Ma il cammino può invece diventare lo spazio dove decostruire tutto ciò, ritrovando ritmi e tempi che appartengono alla natura e alla dimensione animale e quindi più consoni al nostro stesso essere. Proprio in questa dimensione è possibile interiorizzare per davvero le storie, gli incontri e le meraviglie che ci si presentano durante un’esperienza in cammino e che altrimenti andrebbero persi una volta rientrati nella centrifuga delle nostre quotidianità.
Procedendo con questa consapevolezza i nostri passi prendono forza, diventando un vero e proprio atto di contestazione all’attuale modello di vita che forse comincia ad andarci un po’ stretto. E passo dopo passo chissà se invece riusciremo a esplorare sentieri alternativi che possano portare a un cambiamento e a una via migliore.
Buoni passi e buone esplorazioni a tutti e tutte.
Tommaso Benassi
