Uscire dal tunnel: il sentiero della fragilità e della meraviglia

Scrivo queste righe con il respiro ancora fresco di sentiero. In questi primi giorni dell’anno ho scelto la Natura, il silenzio e l’essenziale di un cammino in solitaria.
Nonostante un mondo che sembra correre verso la perdita di visione profonda e che esalta il conflitto, sono vivo. Nonostante le paure che sovrastano l’umanità e il rumore assordante dell’ingiustizia che rimbomba nelle nostre “città mercato”, sono presente e fragilmente umano.

Nico Di Paolo
20 January 2026

Cammino, fortunatamente non per necessità di sopravvivenza, ma come pratica terapeutica. Ho detto sì alla bellezza della meraviglia del creato e no alla “putrescenza del potere egoico” che illumina sempre più spesso i nostri ipnotici schermi.
Più o meno tutti siamo vittime di una manipolazione sottile che ci sussurra: “Vivrò davvero solo quando starò bene, solo quando passerà l’ansia, quando finirà la salita… solo allora avrò la pace”. Un controllo simile ci rende incantati dall’illusione di turno e ci fa perdere la connessione con il nutrimento dell’amore e della meraviglia.
Il presente e il sentiero ci insegnano che la vita non aspetta che tu sia “a posto” per essere vissuta. Si vive qui e ora, nell’imperfezione tanto quanto nella perfezione. Si cammina anche nello smarrimento e nell’incertezza. È proprio dentro questa vita reale, su questo sentiero non sempre segnato, che possiamo costruire piccoli spazi di senso. La comprensione che si trasforma in compassione nasce proprio qui: tra la fatica del passo e la meraviglia del panorama di questo momento presente.
Se leggi questa newsletter, sai anche tu che il Cammino è un vero e proprio specchio dell’Essenziale. Ci insegna a smettere di rimandare l’esistenza. Ci ricorda di non appesantire lo zaino (e l’anima) di spazzatura, di odio e di manipolazione. Camminare riporta in circolo la fiducia nel prossimo e nel terreno che calpestiamo; apre all’etica dell’interessere, perché ogni passo genera il successivo; ci muove alla forza del presente e alla non-separazione con la Madre Terra, la vita. Tutta salute.
Il cammino ci insegna a non smettere di vivere nemmeno quando la vita non è come l’avevamo immaginata. Non costruiamo una vita perfetta, ma una vita che valga la pena di essere abitata. Un passo e un respiro alla volta.
Credo che per gestire le sfide che il futuro ci riserva avremo sempre più bisogno di lavorare sulla nostra intima collocazione nel mondo. Il mio augurio per te, e per tutti noi, è di non uscire mai da quel sentiero che ha il cuore pulsante nella fragilità e nella meraviglia.
Buon cammino e buon anno, in ogni senso.
Nico Di Paolo