Di ritorno dal cammino a Creta, l’isola delle gole, delle capre, degli dèi

«Quello che resta.
Resta la vibrazione del sole sulla pelle, che mi piace pensare abbia stretto in un caldo abbraccio i miei passi, a volte incerti e misurati ma più spesso lenti e consapevoli.
Resta l’aver camminato accompagnata dal rumore del mare, rassicurante e avvolgente, come quando ti prende per mano una persona di cui ti fidi.
Restano le forme tonde e spigolose dei sassi, con i loro colori simili e diversi nello stesso tempo, che pare quasi di aver avuto il privilegio di camminare su un tappeto costruito da un artigiano dei più abili.

Redazione CdC
27 Mai 2026

Resta l’adrenalina della corsa verso il mare,
Insieme ad una chiara sensazione di leggerezza che trasforma l’ansia della partenza in energia liberatoria e che ti fa urlare come una bambina incosciente e pronta alla vita.
Resta l’incanto delle gole attraversate, così potenti perché ancora integre e vergini, ma così fortemente fautrici di connessioni con gli antichi uomini che prima di noi le hanno percorse, che ti ricordano che, per quanto poco stiamo sulla linea del tempo, l’importante è cercare di starci bene
Resta la sintonia che si è creata nel gruppo, alimentata e coccolata dalla generosità della cucina cretese, che ha reso il nostro essere insieme una melodiosa armonia che risuonerà a lungo nel mio cuore
Resta l’energia profusa dai numerosi bagni in acque gelide, così come la sensazione di leggerezza e di benessere di quella mattina, quando nessuna barriera innaturale si è frapposta tra il mio corpo e il mare e che mi ha fatto sentire autenticamente a contatto con qualcosa di forte, cui ancora non riesco a dare un nome.
Resta l’esperienza nuova di un cammino profondo, a volte difficile ma in grado di restituire giorno dopo giorno nuovi elementi di consapevolezza e nuovi modi di stare e fare esperienza del mondo.
Resta la cura e l’intensità con la quale Luca ci ha accompagnato in questa isola, che prima immaginavo solo come approdo di gente da vacanza e che ora penso come uno scrigno di perle preziose, nascoste, difficili da trovare ma di una bellezza inestimabile.
Quello che voglio che rimanga è la pulizia dello sguardo che questi momenti e questo luogo mi hanno insegnato. Voglio che la quieta lucidità di questi giorni di cammino, rimanga anche nel mio quotidiano agire.»
Francesca